In questo articolo, voglio condividere con te quali sono i passi che seguo quando sviluppo un sito con WordPress.

Ci sono diverse fasi per creare un sito con WordPress: all’inizio partivo subito con lo sviluppo, con una conseguente perdita di tempo, perchè ad esempio mi accorgevo di aver sbagliato a sviluppare un contenuto come una pagina, invece che come un custom post type, oppure avevo sbagliato la scelta del plugin.
Utilizzando determinati strumenti e seguendo determinate fasi, i tempi di sviluppo si sono notevolmente ridotti.
Ecco gli argomenti che andrò ad affrontare nell’articolo:
- Strumenti che utilizzo;
- Svliluppo sito statico;
- Testing;
- Analisi per lo sviluppo del sito con WordPress;
- Tema di partenza;
- Plugin essenziali
Iniziamo!
1. Strumenti che utilizzo
Ci sono alcuni programmi e tool che utilizzo che mi facilitano durante le varie fasi di sviluppo.

In particolare quelli di cui proprio non posso più fare a meno sono:
- Lavorare con 2 monitor;
- XAMPP, per lavorare in locale con WordPress;
- l’editor Aptana che con l’aggiunta del bundle dedicato a WordPress, facilita molto lo sviluppo;
- La funzione “Ispeziona Elemento” di Google Chrome;
- Sofresh, per vedere le modifiche al CSS senza dover ricaricare la pagina;
- Responsivator, per testare siti responsive.
2. Sviluppo sito statico
La prima cosa che faccio è sviluppare il sito in versione statica, almeno per le parti più complesse.

Iniziare in questo modo mi da quattro vantaggi:
- posso mostrare in tempi brevi una versione funzionante al cliente/webagency;
- mi permette di concentrarmi su eventuali animazioni jquery complesse o layout articolati;
- mi permette di fare subito il testing sui vari browser;
- mi permette di capire come gestire poi dinamicamente i contenuti con WordPress.
3. Testing
In questa fase dove si deve garantire la compatibilità con i diversi browser, tablet e smartphone. Preferisco fare subito questa fase, in modo poi da concentrarmi solo sullo sviluppo wordpress.

In questa fase testo il sito in Internet Explorer dalla versione 7 in su, utilizzando la modalità di compatibilità di IE9, e in tutti gli altri browser.
Inoltre verifico il comportamento del sito su iPhone e iPad, per capire se ci sono eventuali aggiustamenti da fare per questi dispositivi.
4. Analisi per lo Sviluppo del Sito con WordPress
Questa fase è importantissima, in quanto permette di capire come gestire i contenuti del sito.

In particolare permette di definire:
- se gestire i contenuti come pagine, articoli, custom post type, categorie o tassonomie;
- i plugin da utilizzare
Una volta definite queste fasi posso dedicarmi allo sviluppo con WordPress del sito.
5. Tema di partenza
Ora bisogna “montare” WordPress dietro alla versione statica del sito e la prima scelta da fare è il tema da cui partire.

Dopo aver provato varie soluzioni come underscor.me, twentyten, sandbox, la scelta definitiva è ricaduta su starkers.
Questo tema si fa apprezzare per la sua pulizia e l’organizzazione dei file. Dalla demo puoi capire che il tema di base è proprio l’ideale da cui partire per sviluppare temi.
6. Plugin essenziali
Ci sono alcuni plugin wordpress, che utilizzo praticamente sempre e dei quali non posso fare più a meno.

I plugin essenziali sono:
- Yoast SEO: ottimo plugin per gestire qualunque aspetto per l’ottimizzazione del tuo sito;
- Advanced Custom Field: plugin che permette di aggiungere ulteriori campi per l’inserimento di dati;
- WPML: il miglior plugin per creare un sito multilingua;
- Contact Form: utilissimo per creare un modulo contatti;
- W3 Total Cache: plugin utile per migliorare la velocità del sito;
- Akismet: questo plugin è importante quando sono permessi i commenti agli articoli e vogliamo eliminare lo spam in automatico.
Queste sono le fasi che seguo quando sviluppo i siti in WordPress. Tu lavori in questo modo? Hai suggerimenti da condividere?
Foto credits:
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5 novembre 2012 at 11:15
Ciao Fede, ottimo non conoscevo Starkers. Grazie!
6 novembre 2012 at 18:50
Ciao Daniele! Ottimo fammi sapere come ti trovi
5 novembre 2012 at 13:45
Io uso coda 2 con l’estensione wordpress con autocompletamento della funziine che stai scrivendo.
Come plugin traduzione mi trovo bene con qtranslate
Inoltre anche io devo dotarmi di un monitor esterno per evitare di districarmi tra le varie finestre.
6 novembre 2012 at 18:51
Grazie Sergio per il tuo commento
Si anche qtranslate non è male, anche se forse per certe cose è più macchinoso di WPML.
Con due monitor è un’altra storia
6 novembre 2012 at 18:46
Ciao Fede
articolo interessante, grazie! Una domanda: timing spannometrica (a braccio) per le varie fasi di lavorazione? Ovviamente immagino che dipenda da progetto a progetto, ma giusto per avere un idea…
Ciao e grazie, complimenti come sempre per il blog
6 novembre 2012 at 18:56
Ciao Eugenio, felice che l’articolo ti sia piaciuto e grazie per i complimenti!
Il timing non è facile da definire, anche perchè devo essere sincero, non mi sono mai “cronometrato”. Si può stare un giornata a fare tutto, come una settimana. Dipende dalle difficoltà del progetto.
6 novembre 2012 at 18:59
ottimo questo post, io uso espresso… non c’è lo stesso tool per wordpress vero?
8 novembre 2012 at 15:36
Ciao Paolo, non saprei onestamente, non l’ho mai utilizzato.
6 novembre 2012 at 22:03
Interessante articolo. Sto testando da qualche mese win8 perciò approfitto per provare quanto da te segnalato.
Sono un utilizzatore di Linux e gestisco tre piccoli blog da detto s.o., questa è l’occasione di fare qualche esperimento
8 novembre 2012 at 15:37
Ottimo Alfredo, facci sapere come va!
14 novembre 2012 at 10:07
Complimenti per questa ottima risorsa!
14 novembre 2012 at 15:57
Grazie Giulia!
14 novembre 2012 at 10:16
Umh… che dire… preferisco notevolmente l’accoppiata Fedora+XAMPP che Win8+XAMPP anche se nel primo bisogna prestare maggiore attenzione ai permessi per le cartelle. Sullo stesso notebook la prima accoppiata ha un flusso di lavoro più fluido e non solo per le prestazioni
Grazie al tuo articolo ho avuto modo di provare XAMPP !
14 novembre 2012 at 15:58
Grazie a te Alfredo per aver condiviso questa tua prova con XAMPP
6 dicembre 2012 at 12:09
Sto scaricando anche io questo Aptana, vi farò sapere come mi trovo!
22 gennaio 2013 at 16:27
Ciao Fede e grazie per l’articolo.
Sviluppo da anni utilizzando framework come Codeigniter o Laravel e realizzando CMS personalizzati per i clienti.
Oggi, anche a causa della crisi, è forse arrivato il momento di passare a soluzioni opensource come WordPress, che dovrebbero permettere di contenere i costi di sviluppo e manutenzione dei siti.
Il mio dubbio è questo: può WordPress essere una soluzione buona quando si ha a che fare con dati complessi e collegati tra logo? Banale esempio: penso ad una tabella di categorie prodotti, ad una di prodotti, ad una di proprietà dei prodotti, etc… E’ sufficiente Advanced Custom Field o esiste qualche soluzione diversa?
O il concetto di “post” che sottende tutta l’architettura del CMS è troppo vincolante?
22 gennaio 2013 at 16:49
Ciao gfields e benvenuto nel blog
Per fare quello che dici servono sicuramente i custom fields, più custom post type e tassonomie.
Non ho ben capito la differenza tra categorie prodotti e prodotti..
22 gennaio 2013 at 17:18
Era solo un esempio, forse poco riuscito, per capire se WordPress può essere utile in quei casi in cui in un altro contesto si userebbero più tabelle in join tra di loro con campi specifici…
23 gennaio 2013 at 16:35
Sarebbe bene avere un esempio specifico. Comunque puoi correlare i prodotti con i tag o le tassonomie, oppure attraverso i custom field.
Diciamo che c’è ampia libertà. La difficoltà sta nel capire se un con contenuto è meglio rappresentarlo con una categoria o una tassonomia, una pagina, un custom post type ecc.
25 gennaio 2013 at 16:42
Ok, ti faccio un esempio specifico, magari riesci a darmi qualche dritta su come impostare il lavoro.
Devo fare il sito di una fiera: oltre alle pagine “statiche” ci sono le pagine dinamiche dei convegni e degli espositori.
I convegni hanno delle proprietà specifiche come sala, orario, relatori, programma dettagliato suddiviso per ore.
Gli espositori hanno proprietà come nome, indirizzo web, breve descrizione, etc…
Convegni ed espositori sono dei post con campi personalizzati? Appartenenti a categorie specifiche (Convegni ed Espositori appunto)?
Se attribuisco i campi personalizzati alle 2 categorie li vedo solo in modifica, e non in creazione del post. E’ possibile ovviare a questo? Grazie… sono un po’ confuso :S
1 febbraio 2013 at 10:47
Scusa per il ritardo nella risposta.
Allora Convegni ed Espositori sono due custom post type, ognuno con i propri campi personalizzati.
Per vedere i campi personalizzati nella pagina, devi mettere mano al codice. Ti consiglio di utilizzare il plugin advanced custom fields, presente nella lista al punto 6 dell’articolo
31 maggio 2013 at 14:35
Ciao Fede,
ho letto questo articolo con interesse, specialmente per la parte sui tools di sviluppo che utilizzi e da che template partire (non conoscevo Starkers x esempio)!
Io ho scritto un articolo sul mio sito:
http://best5.it/post/5-wordpress-plugins-che-non-possono-mancare-nel-tuo-sito-web/
e’ vedo che alcuni plugins li hai citati anche tu (come l’immancabile W3 Total Cache).
Non dovendo gestire siti multilingua non ho messo WPML, ma mi sono piaciuti molto i 2 plugins ‘cloud’, ovvero che non appesantiscono il server dove il tuo sito e’ hosted. Mi riferisco a Disqus (x i commenti) e nRelate (x il classico ‘articoli correlati).
Tu che ne pensi? Hai avuto esperienza con questi pluings? Preferisci gestire commenti in altra maniera (tipo commenti Facebook) ?
Ciao
Angelo
17 giugno 2013 at 22:41
Che strategia utilizzate x i vari ambienti di dev/qa/prod?
Come ‘spostate’ le modifiche fatte in ambiente di sviluppo in ambiente di produzione? Fate sviluppo in locale o in remoto tipo dev.miosito.com?
18 giugno 2013 at 10:47
Ciao,
non mi occupo io direttamente di questo, ma l’agenzia con la quale collaboro. Di solito lavoriamo prima con Git su uno o più branch.
Poi da li è l’agenzia che si occupa di spostare tutto in produzione, ma non saprei dirti in che modo.
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