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Il Cliente Vuole Spendere 100€ Per un Sito? Bisogna Educarlo

  • Vita Da Freelance
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Avrei bisogno di fare un sito semplice, due tre paginette, una cosa che tu sicuramente saprai fare in 5 minuti. Cosa dici, riusciamo a farlo con 100 €?

Moltissimi freelance risponderebbero: “Ma vaff.” in attesa di ricevere qualche proposta più alettante.

Pochi forse invece si chiederebbero il perchè è arrivata una richiesta simile.

Educare il Cliente

Il potenziale cliente va educato.

Non ce la possiamo prendere con lui se fa queste richieste assurde, ma dobbiamo capire noi quali sono i motivi che spingono a valutare un sito in questo modo.

Questo possiamo farlo prima che il cliente ci contatti e durante le “trattative”.

Educare il cliente prima di essere contattati.

Per aiutare il cliente a capire cosa c’è dietro la realizzazione di un sito prima che ci contatti, abbiamo diverse strategie, tra le quali:

  1. Mostrare come si lavora;
  2. Descrivere nei dettagli i progetti realizzati;
  3. Creare una pagina “About” che ci valorizzi;
  4. Creare un modulo contatti adeguato.

1. Il Processo di Lavoro

Metodo di Lavoro

Crea una pagina dove spieghi il tuo metodo di lavoro. Fai vedere tutti i passi e quanto sono indispensabili e legati gli uni con gli altri..

Dovrai prestare attenzione a una cosa molto importante: il potenziale cliente molto probabilmente non ha alba di cosa siano HTML5, CSS3, jQuery, Ajax, SEO.

Quindi è importante utilizzare parole semplici che aiutino a capire bene tutte le fasi.

2. Descrizione dei progetti

Descrivere un lavoro nei dettagli

Mi capita spesso di vedere nei portfolio delle descrizioni molto brevi, dove non si riesce a dare l’idea di quanto lavoro c’è stato dietro.

Descrivere invece un progetto nei dettagli (sempre con termini semplici) aiuta a far percepire il valore del lavoro svolto.

Spiega come hai realizzato il sito, soffermandoti sulle parti più complesse.

3. Pagina di presentazione

Valorizzare la propria figura

Sei laureato? Hai fatto delle collaborazioni importanti? Hai partecipato ad eventi sul web design?

Dillo. Anzi scrivilo.

Più cose hai fatto, più il cliente capirà quanto lavoro e quanto studio c’è dietro la creazione di siti.

4. Modulo Contatti

Il cliente ha visto come lavoriamo, i siti realizzati e ci vuole contattare.

Non limitiamoci a creare un modulo contatti banale, dove mettiamo i soliti campi “Nome”, “Email” e “Messaggio”.

Mettiamo dei campi che aiutino il potenziale cliente a formulare nel modo migliore la richiesta, aggiungendo anche un campo budget, così sappiamo già orientivamente quanto vuole investire.

Educare il cliente durante il contatto.

Una volta che il cliente ci contatta per un preventivo, possiamo e dobbiamo continuare a educarlo e fargli capire perché il sito ha un determinato costo.

Educare il Cliente Durante il Contatto

Dobbiamo fargli capire che il sito non è una spesa, ma è un investimento, che potrà migliorare la sua attività.

Mostriamogli degli esempi di siti ben fatti e scadenti, spiegando ad esempio perché uno è tra le prime posizioni nei motori di ricerca e l’altro non si trova neanche in centesima pagina.

Conclusioni

Educando il cliente prima e durante il contatto, sarà più facile proporre dei preventivi senza farlo cadere dalla sedia.

Lo so lo so, ti sei letto tutto questo articolo e ti starai chiedendo: quanto dovrebbe costare un sito? Leggi questo articolo dei ragazzi di Your Inspiration Web per farti un’idea 😉

17 Commenti

  1. Ciao, non sono d’accordo sul post, in generale. Quello che scrivi lo configuro come un vero “convincimento” che si mette in atto verso il cliente al fine di vendere il sito. Non deve essere questo l’obiettivo perchè un cliente “convinto” (o educato come dici tu) è un cliente “morto”. Bisogna lavorare con altri tipi di clienti che hanno già capito lo scopo ultimo del web e che già usano gli strumenti, bisogna puntare al nuovo ricambio generazionale che sta avvenendo proprio in questi anni (per fortuna nostra).
    Sull’argomento ho scritto un post che mi piacerebbe farti leggere, eccolo: http://www.ilfondodelweb.it/post/La-percezione-del-web-in-Italia.aspx

    Ciao
    Daniele

    • Ciao Daniele, ti ringrazio per aver dato la tua opinione.

      Effettivamente le tecniche riportate possono essere viste anche come un convincimento per il cliente che il sito deve avere un certo valore.

      Perché parli di cliente morto? Non ho ben capito questo passaggio.

      Ottimo il tuo post, grazie per averlo condiviso 😉

      • Ciao, “morto” nel senso che dopo il sito non farà comunque piu nulla o se lo farà sarà necessario convincerlo nuovamente. Perchè lavorare con questi clienti rischiando di perdere tempo prezioso?

      • Non capisco perché un cliente educato o “convinto” come dici tu, si debba ritenere uno che non farà più nulla in seguito.

      • Per esperienza, ma sempre lieto di sbagliarmi! 😉

  2. […] un interessantissimo articolo di fedeWeb ho ripensato ad un cliente a cui ho cercato di andare incontro con prezzi stracciati ma prodotto […]

  3. Anche io non sono d’accordo con il post. Un cliente che pensa di spendere 100 € per un sito web va lasciato andare per la sua strada e non educarlo fornendogli praticamente supporto e assistenza gratuita. E’ solo una perdita di tempo.

    Ci sono progetti a basso costo in cui si può prendere il lavoro a determinate condizioni. Ma cercare di prendere tutti i lavori mi pare una forzatura che non ripaga sicuramente il lavoro svolto.

    In Italia i clienti di questo tipo si approfittano di te e non si fanno più vedere.

    IMHO

    • Ciao Gabriele.

      Non è quello il senso del post. Il senso è quello di dare modo al potenziale cliente che viene nel nostro sito di fargli capire qual è il vero valore di un sito attraverso le tecniche spiegate sopra.

      Il cliente da 100 € esiste perché non ha idea di quello che c’è dietro la realizzazione di un sito web e quindi lo vede più come un “gioco” che come un lavoro.

      Se poi continua a non capire e ci manda una mail di richiesta di preventivo dove indica budget miseri non bisogna degnarlo neanche di una risposta.

      • Abbiamo tutti ragione, anche con idee diverse (io e Gabriele siamo sulla stessa linea). Il discorso è un’altro secondo me: perchè la maggior parte dei clienti pensano che un sito costi 100€? Eppure lo stesso cliente non pensa che un commercialista costi 200€/anno, come mai? (è un esempio). Sta a noi del settore educare questi clienti?

        La risposta è semplice, in Italia non c’è cultura del web perchè relativamente “nuovo” ma sto notando che con le nuove generazioni le cose stanno cambiando e non poco. Si inizia a stanziare budget, a pensare a strategie e servizi integrati che logicamente non costano 100€. Secondo me non conviene educare il cliente da 100€ per portarlo a 1500€ o 2000€ … non abbiamo tempo di farlo. Quel tempo, invece che spenderlo ad educarlo spendiamolo a cercare clienti “diversi”, “nuovi” e più inclini al mondo del web. Ne gudagneremo in denaro ma anche in meno stress e più soddisfazione.

        Daniele

      • Ciao Daniele, c’è un punto che secondo me vi sta sfuggendo.

        Io non ho detto che bisogna stare delle ore a parlare con un potenziale cliente per spiegargli che un sito costa tot.

        Anzi ho elencato delle tecniche preventive per far capire il valore del nostro lavoro. Non dimentichiamoci poi che queste tecniche possono servire non solo per educare un cliente, ma anche per attirare collaborazioni con agenzie.

      • Per esperienza dico che un cliente che chiama e spera di fare un sito web professionale a 100€ non è un buon cliente e non lo diventerà mai. Ho provato e riprovato a “educare” i clienti, ma nessuno ha mai detto: “ah, adesso ho capito ciò che c’è dietro a un progetto web; ora sono propenso a spendere qualche migliaia di €”.

        Chi parte con l’idea che un sito web costi poco non si discosterà mai finché non si brucierà direttamente sulla pelle. I clienti che hanno queste idee non solo credo non abbiano alcuna concezione del web, ma abbiano anche poca intelligenza e cultura (in generale) e in Italia spesso “ci provano” pure.

        Tempo fa ho letto un articolo che spiegava come prendere in carico anche progetti minori, ma educare un cliente che parte già con la mentalità sbagliata rimane a mio avviso una perdita di tempo.

        Molto si riduce a quanto hai detto:
        [quote]lo vede più come un “gioco” che come un lavoro[/quote]

        Personale consiglio: stare alla larga da chi già di partenza vede il tuo lavoro come un gioco. Non capirà mai che è un lavoro e non lo valuterà mai correttamente.

      • Ciao Gabriele, scusa per il ritardo nella risposta.

        Sono d’accordo con te su tutto.

        Infatti l’intento di questo articolo è di prevenire le richieste di siti da 100€, mostrando quanto c’è lavoro c’è dietro. Se poi comunque il cliente ci contatta e vuole un sito per pochi soldi, non stiamo neanche a rispondergli 😉

  4. Però, leggo tra gli step della realizzazione del sito “eventuali testi e immagini forniti dal cliente” e (da copywriter) non sarei molto d’accordo (eufemismo per: mi si drizzano tutte le penne). In un mondo che predica il valore del contenuto di qualità, lasciare i testi al cliente, anzichè integrarli alla progettazione del sito, mi pare equivalente a chiedere 100 euro (tanto il programmatore ci mette 5 minuti)

    • Ciao Anna e benvenuta nel blog 😉

      Si sono d’accordo con te. In generale i testi li forniscono i clienti, ma noi non dobbiamo inserirli così come sono, se fanno pena e non sono adeguati.

  5. Personalmente non mi trovi d’accordo su questo post, nonostante sia vero che il cliente spesso non sa del lavoro che c’è dietro la realizzazione di un sito web, cercare di farglielo capire è spessissimo una perdita di tempo, e lo dico per esperienza personale, esso crede che tu vuoi spillare altri soldi con quel discorso. Meglio lasciar perdere.

    • Ciao Weboso e benvenuto nel blog 😉

      Infatti io ho parlato di cose da fare prima che il cliente ci contatti. Se non lo ha fatto, lo invito a farlo una volta che mi contatta.

      • Ciao e grazie per il tuo bellissimo blog 😉

        In realtà io in passato cercavo di convincere i clienti, ma anche perchè essendo pochi praticamente non avevo scelta, ora che di lavoro ne ho un pò di più tendo ad evitare tutti coloro che vogiono farmi lavorare “gratis” indirizzandoli a miei colleghi che hanno un pò meno lavoro 🙂

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